{"id":283,"date":"2005-07-09T20:53:26","date_gmt":"2005-07-09T18:53:26","guid":{"rendered":"http:\/\/gnu.inter.it\/blogs\/fabu\/?p=283"},"modified":"2005-07-09T20:53:26","modified_gmt":"2005-07-09T18:53:26","slug":"il-rigetto-della-direttiva-sulla-brevettabilita-del-software","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabioinvernizzi.com\/blog\/2005\/07\/09\/il-rigetto-della-direttiva-sulla-brevettabilita-del-software\/","title":{"rendered":"Il rigetto della direttiva sulla brevettabilita` del software"},"content":{"rendered":"<p>Riporto di seguito una mail di Carlo Strozzi che spiega in modo sufficientemente esauriente cosa \u00e8 successo a Strasburgo il 6 luglio. Segue anche il comunicato stampa ufficiale di FFII.<\/p>\n<p>Ai sigg.ri soci di Italian Linux Society<\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di membro dell&#8217;Associazione, ed in particolare di persona incaricata dal Consiglio Direttivo di rappresentare ILS in merito alla nota questione della Direttiva Europea sulla brevettabilit\u00e0 del Software, ritengo doveroso informare i soci in merito all&#8217;esito di questa annosa vicenda.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nE` opportuno premettere che in Europa l&#8217;Ufficio Brevetti (EPO &#8211; European Patent Office), uniformandosi al suo omologo americano, ha approvato negli ultimi anni almeno 30.000 brevetti riconducibili al puro software, &#8220;mascherati&#8221; come brevetti tecnologici. Tali brevetti, in massima parte posseduti da grandi aziende non europee, sono scarsamente utilizzabili in tribunale, in quanto concessi in violazione dell&#8217;art.52 della Euopean Patent Convention (EPC) di Monaco del 1973.<\/p>\n<p>La vicenda della odierna direttiva nasce come tentativo, in verit\u00e0 di per s\u00e8 condivisibile, da parte della Commissione Europea di portare chiarezza in questo guazzabuglio brevettuale, attraverso una direttiva che, almeno nelle intenzioni dichiarate, rimarcasse i confini della brevettabilit\u00e0 e ridesse forza e dignit\u00e0 ad un sistema brevettuale a rischio di perdita di credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Purtroppo, a causa dei forti interessi economici in gioco, la direttiva si rivel\u00f2 da subito la ghiotta occasione che gli uffici brevetti e gli studi legali delle suddette multinazionali aspettavano per legalizzare i brevetti gi\u00e0 concessi, &#8220;sbarazzarsi&#8221; dei limiti imposti da EPC\/52 ed estendere all&#8217;Europa il sistema brevettuale gi\u00e0 in essere negli USA, con grandi vantaggi economici per pochi ed una quantit\u00e0 incalcolabile di danni per tutti gli altri. Si mise quindi in moto una formidabile e<br \/>\ncostosissima macchina lobbistica volta ad ottenere il risultato voluto.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 mia intenzione in questa sede ripercorrere tutto l&#8217;iter della vicenda, e rimando chi non ne conoscesse tutti i risvolti al sito di FFII (www.ffii.org), l&#8217;associazione transnazionale che pi\u00f9 di ogni altra ha saputo dare voce all&#8217;economia Europea del settore ICT nei confronti di questa disastrosa proposta legislativa, che come detto era stata nei fatti formulata dagli uffici brevetti di alcune grandi aziende multinazionali del software, per lo pi\u00f9 non europee,<br \/>\nattraverso organizazioni di grandi aziende quali EICTA, BSA ed altre.<br \/>\nFin dall&#8217;inizio l&#8217;approccio di FFII \u00e8 stato costruttivo e non ha puntato al rigetto toute-court della direttiva bens\u00ec ad un suo processo emendativo volto a fare s\u00ec che essa potesse effettivamente realizzare nei fatti ci\u00f2 che veniva dichiarato nelle intenzioni. L&#8217;obiettivo era cio\u00e8 quello di cogliere questa opportunit\u00e0 per ottenere un effettivo rafforzamento di EPC\/52, chiarendone le ambiguit\u00e0 interpretative e cancellando la potenziale minaccia costituita dai brevetti gi\u00e0<br \/>\nconcessi.<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 6 Luglio scorso il Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria nella sede di Strasburgo, ha rigettato a larghissima maggioranza la direttiva in oggetto. La conclusione di questa vicenda, iniziata nel 2002 e segnata da un percorso alquanto accidentato, uno dei pi\u00f9 accidentati mai subiti da una direttiva nella storia dell&#8217;Unione, ha permesso di tirare un grosso sospiro di solievo ai<br \/>\nmilioni di piccole e medie imprese (PMI) e di professionisti che in tutta Europa sarebbero stati pesantemente danneggiati da uno smisurato ampliamento dei confini della brevettabilit\u00e0 nel campo del software, come sarebbe accaduto in caso di approvazione della direttiva nella sua forma originale come proposta dalla Commissione e dal Consiglio Europeo.<\/p>\n<p>In allegato vi invio pertanto la press-release ufficiale di FFII, e per parte mia mi limito a fornirvi alcuni dettagli utili per comprendere che cosa in realt\u00e0 \u00e8 accaduto il 6 Luglio.<\/p>\n<p>La prima cosa, e forse la pi\u00f9 importante da riportare al di l\u00e0 della questione di merito, \u00e8 che il Parlamento Europeo, unica istituzione Europea eletta direttamente dai cittadini, con la sua decisione ha riportato equilibrio fra i poteri degli organismi dell&#8217;Unione, e fra questi ed i singoli governi nazionali. La Commissione e il Consiglio, nel Maggio 2004, successivamente al voto parlamentare dell&#8217;autunno 2003 in cui il Parlamento gi\u00e0 aveva votato importantissime modifiche alla direttiva, tradendo anche il volere dei governi nazionali che queste istituzioni dovrebbero rappresentare, avevano deciso di ignorare totalmente tale voto riproponendo per la seconda lettura un testo<br \/>\nancora pi\u00f9 criticabile dell&#8217;originale, un testo che se approvato avrebbe significato non solo la brevettabilit\u00e0 indiscriminata del software, ma anche dei metodi di business.<\/p>\n<p>Il 6 Luglio scorso le forze pro- e anti-swpat, le prima &#8220;capeggiate&#8221; dal parlamentare tedesco Klaus Lehne, del PPE ma con ampie ramificazioni trasversali in altri gruppi, e le seconde formate da un gruppo altrettanto vasto e trasversale comprendente il PSE, LIB\/DEM, IN\/DEM, ALDE, parte del PPE e vari altri, semplificando sulle varie sfumature interne agli schieramenti, avevano come obiettivo ottimale due traguardi opposti:<\/p>\n<p>1) I pro-swpat volevano che la direttiva passasse senza modifiche, o con modifiche minime rispetto al testo originale proposto dalla Commissione, il che avrebbe significato una sostanziale cancellazione di EPC\/52 ed il &#8220;disco verde&#8221; per una brevettabilit\u00e0 molto vicina a quella statunitense, e che proprio negli USA sta ormai producendo gravi danni.<\/p>\n<p>2) Gli anti-swpat, attraverso un pacchetto di emendamenti di compromesso, definiti di &#8220;Rocard-Buzek&#8221;, puntavano invece ad un rafforzamento di EPC\/52 e ad una chiara esclusione del software dall&#8217;ambito della brevettabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La cosiddetta &#8220;procedura di co-decisione&#8221;, ovvero i multeplici passaggi che una direttiva deve subire fra Commissione e Parlamento prima di venire approvata, prevede che in seconda lettura parlamentare affinch\u00e8 il Parlamento possa introdurre modifiche \u00e8 necessaria la maggioranza *assoluta* dei parlamentari (ovvero non la semplice maggioranza dei presenti), cio\u00e8 367 voti. Ogni assenza o astensione conta a favore del testo proposto dalla Commissione (testo che nel<br \/>\ncaso di specie, \u00e8 bene ribadirlo, era molto diverso da quanto gi\u00e0 votato dal parlamento in prima lettura).<\/p>\n<p>Grazie allo strenuo (ed impari) lavoro di lobbying svolto da FFII e da coloro che l&#8217;hanno sostenuta, alla vigilia del voto c&#8217;era motivo di ritenere che gli emendamenti di Rocark-Buzek potessero godere di un numero di voti pari a 350-380. Il rischio era altissimo, per tutti:<\/p>\n<p>1) Per i pro-swpat, perch\u00e8 in caso di approvazione anche di un solo emendamento ritenuto non accettabile dalla Commissione si sarebbe avviata la cosiddetta &#8220;procedura di conciliazione&#8221;, con una eventuale terza lettura, e con ogni probabilit\u00e0 il &#8220;fronte Rocard&#8221; si sarebbe ampliato anzich\u00e8 ridotto, grazie alla ormai diffusa consapevolezza sulla questione.<\/p>\n<p>2) Per gli anti-swpat, perch\u00e8 nel caso non si fosse riusciti ad innescare la conciliazione sarebbe stata approvata la direttiva nella sua forma peggiore, secondo il testo stilato dalla Commissione.<\/p>\n<p>3) Per la stessa Commissione, perch\u00e8 dopo essersi gi\u00e0 una volta fatta beffe del Parlamento ignorandone il voto di prima lettura, qualora fossero passati &#8220;buoni&#8221; emendamenti avrebbe probabilmente ritirato la proposta di direttiva, dando cos\u00ec un secondo e pi\u00f9 sonoro &#8220;schiaffo&#8221; al parlamento e dando una ulteriore dimostrazione di essere vicina ad interessi poco confessabili. Fatto non  secondario, questi &#8220;ceffoni&#8221; fra istituzioni dell&#8217;Unione sono ancor meno &#8220;digeribili&#8221; oggi rispetto all&#8217;epoca della prima lettura, viste le recenti bocciature della proposta di trattato costituzionale europeo da parte di Francia e Olanda, e nei fatti anche dell&#8217;Inghilterra.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;era una terza via: il rigetto da parte del parlamento, via che avrebbe salvato la &#8220;capra&#8221; dei pro-swpat, i &#8220;cavoli&#8221; degli anti- ed anche la faccia della Commissione, o quel poco che ne rimaneva.<\/p>\n<p>Poich\u00e8 il 6 Luglio la mozione di rigetto sarebbe stata posta ai voti per prima, e poich\u00e8 la massiccia presenza di parlamentari lasciava chiaramente intendere che in caso di non rigetto e di passaggio al voto degli emendamenti si sarebbe dato il via ad una vera e propria &#8220;roulette russa&#8221;, la via del rigetto apparve a molti, tanto pro-swpat che anti- , come la pi\u00f9 sicura via d&#8217;uscita. E cos\u00ec \u00e8 avvenuto,<br \/>\nin un rigetto che ha visto i voti congiunti di forze che lo hanno votato per motivi esattamente opposti. Ed ecco spiegato il motivo per il quale tale rigetto ha raccolto cos\u00ec tanti voti.<\/p>\n<p>I vari gruppi parlamentari, gi\u00e0 a seguito delle ultime consultazioni interne della sera precedente il voto, avevano optato per tale via d&#8217;uscita, e tale orientamento \u00e8 stato reso pubblico all&#8217;inizio della sessione del 6 Luglio da parte del relatore Michel Rocard. I parlamentari in aula sapevano quindi gi\u00e0 dall&#8217;inizio che cosa sarebbe accaduto. Alla luce di ci\u00f2, vorrei chiarire la posizione di coloro che si sono astenuti dal voto: l&#8217;astensione \u00e8 stata *sulla mozione di rigetto*, non su quella emendativa, alla quale come detto non si \u00e8 arrivati. E comunque, per quanto su esposto, i parlamentari che hanno deciso di astenersi gi\u00e0 sapevano che la loro astensione non avrebbe influito sul risultato, ma avrebbe solo rappresentato un loro segnale &#8220;politico&#8221; volto a rimarcare come essi fossero contrari al rigetto, ma favorevoli allo scontro sugli emendamenti. Un&#8217;astensione, quindi, che per certi versi pu\u00f2 essere interpretata come un attegiamento pi\u00f9 &#8220;purista&#8221; del rigetto, ancorch\u00e8 tecnicamente ininfluente; una accettazione della &#8220;Sfida all&#8217;OK Corral&#8221; costituita dal voto emendativo e dalla conseguente fase di conciliazione.<\/p>\n<p>Anche qui, l&#8217;astensione nei due schieramenti \u00e8 avvenuta quindi per ragioni opposte:<br \/>\n1) Fra i pro-swpat, perch\u00e8 coloro che si sono astenuti sono quelli che pi\u00f9 di altri volevano che la direttiva passasse nella sua forma &#8220;peggiore&#8221;.<\/p>\n<p>2) Fra gli anti-swpat, perch\u00e8 coloro che si sono astenuti sono quelli che avrebbero idealmente voluto che la direttiva passasse nella sua forma &#8220;migliore&#8221;.<\/p>\n<p>Questo per fugare ogni illazione di &#8220;doppio-giochismo&#8221; che purtroppo qualcuno, poco informato, ha fatto su alcuni astensionisti dello schieramento anti-swpat.<\/p>\n<p>Questo spiega anche il motivo per cui, all&#8217;indomani del voto, tant i pro- che gli anti-swpat cantino vittoria:<\/p>\n<p>1) I lobbisti pro-swpat, perch\u00e8 dopo aver bruciato montagne di soldi ricevuti dai propri &#8220;sponsor&#8221; (anche 480 euro\/ora, per anni, pi\u00f9 tutti i costi delle campagne stampa, o altre &#8220;sponsorizzazioni&#8221; meno confessabili), possono dire: &#8220;abbiamo salvato i brevetti software&#8221;, visto che resta immutato lo status-quo dei 30.000 brevetti legalmente deboli gi\u00e0 concessi, mentre una direttiva &#8220;ben emendata&#8221; li avrebbe materialmente spazzati via.<\/p>\n<p>2) Il fronte anti-swpat, perch\u00e8 \u00e8 riuscito ad evitare il peggio.<\/p>\n<p>E` del tutto evidente per\u00f2 come la &#8220;vittoria&#8221; dei primi sia &#8220;a denti stretti&#8221;, perch\u00e8 lo stesso risultato lo avrebbero ottenuto gratis tre anni fa se non avessero mai messo in cantiere la direttiva. I secondi invece possono gridare &#8220;vittoria&#8221; molto pi\u00f9 forte ed a buon titolo, perch\u00e8 partendo da posizioni di assoluta inferiorit\u00e0 di mezzi hanno portato per ben due volte il parlamento a bloccare un pericoloso<br \/>\ntentativo di ingerenza negli interessi economici dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Ora, purtroppo\/perfortuna rimane lo status-quo. La Commissione ha dichiarato che non presenter\u00e0 una nuova direttiva, i 30.000 brevetti gi\u00e0 concessi dall&#8217;EPO continuano ad esserci, e ad essere &#8220;deboli&#8221;, e l&#8217;EPO continuer\u00e0 a concederne altri, anch&#8217;essi deboli ed illegali. E certamente gli enormi interessi economici extra-europei pro-swpat ci riproveranno, probabilmente in modo pi\u00f9 subdolo e meno clamoroso, a partire dal prossimo autunno. Ad esempio attraverso qualche norma, dall&#8217;aparenza innocua, all&#8217;interno di qualche altra direttiva, oppure in altri modi che ancora non conosciamo con certezza. Oppure attraverso la proposta di Brevetto Europeo, gi\u00e0 in cantiere da tempo.<br \/>\nIn quanto \u00e8 accaduto non possiamo non denunciare l&#8217;inerzia colpevole di molte associazioni di categoria che rappresentano, o si piccano di rappresentare, le PMI del settore, associazioni che in questa vicenda sono state, salvo lodevoli eccezioni, per lo pi\u00f9 assenti quando non addirittura a favore degli intreressi opposti a quelli dei propri associati. Consiglio a tutti i soci che sono professionalmente impegnati nel settore informatico di contattare i propri rappresentati di categoria, chiedendo loro di ci\u00f2 che (non) hanno fatto per evitare il peggio. E corre altres\u00ec l&#8217;obbligo di ricordare come Confindustria,<br \/>\nadducendo a motivo la produzione di piastrelle i la contraffazione di capi d&#8217;abbigliamento, e ben lungi dal fare autocritica su cosa essa stia facendo per contrastare la dirompente concorrenza cinese in tutti i settori dell&#8217;economia, si sia schierata senza mezzi termini a favore del fronte pro-swpat, rischiando cos\u00ec di dare una ulteriore grossa mano ai cinesi per &#8220;farci fuori&#8221; anche nel setore ICT, dove grandi aziende cinesi depositano, nei *nostri* uffici brevetti, decine di<br \/>\nmigliaia di brevetti software ogni anno, in attesa che questi possano venire legalmente contestati in tribunale.<\/p>\n<p>Per quanto quindi una importantissima battaglia sia stata vinta, laguerra non \u00e8 finita. Quest&#8217;ultima finir\u00e0 solo quanto l&#8217;EPO smetter\u00e0 di essere un organismo che si muove in modo del tutto scollegato dalle istituzioni europee, un potere in s\u00e8 stesso al di fuori di ogni controllo democratico, le cui emanazioni finiscono per\u00f2 con l&#8217;incidere cos\u00ec fortemente sul tessuto economico dell&#8217;Unione. Fintanto<br \/>\nche questo non accadr\u00e0, ci\u00f2 che oggi \u00e8 stato sbattuto a calci fuori dalla porta potr\u00e0 rientrare dalla finestra in modo ancor pi\u00f9 pericoloso e devastante. Solo allora le PMI e gli sviluppatori indipendenti, sia di software libero che di software proprietario, potranno sentirsi veramente liberi dalla minaccia dei brevetti software e potranno serenamente dedicarsi a ci\u00f2 che sanno fare meglio: produrre innovazione e competere sul piano della qualit\u00e0 e dei prezzi, in un<br \/>\npanorama di libera interoperabilit\u00e0, aumentando i gradi di liber\u00e0 e le possibilit\u00e0 di scelta per gli utenti finali, e dando nuovo lustro all&#8217;industria del software in Europa.<\/p>\n<p>Per il momento quindi appendiamo le armi al chiodo e godiamoci le meritare ferie, ma da Ottobre si ricomincia.<\/p>\n<p>-cs<br \/>\n&#8212;<br \/>\nSoftware Patents kill Innovation: say NO to Software Patents!<br \/>\nI Brevetti Software uccidono l&#8217;innovazione: di NO ai Brevetti Software!<\/p>\n<p>======================================================================<br \/>\nIl Parlamento Europeo dice no ai brevetti software, s\u00c3\u00ac all&#8217;innovazione<br \/>\n======================================================================<\/p>\n<p>Strasburgo, 6 luglio 2005 &#8212; Il Parlamento Europeo oggi ha deciso a larga<br \/>\nmaggioranza di rigettare la direttiva sui brevetti software. Il rigetto \u00c3\u009a<br \/>\nstato la logica risposta al rifiuto da parte della Commissione di<br \/>\nricominciare il processo legislativo in febbraio e la riluttanza del Consiglio<br \/>\na imbastire qualsiasi tipo di dialogo col Parlamento. La FFII si congratula<br \/>\ncon il Parlamento Europeo per il suo chiaro &#8220;no&#8221; a pessime proposte<br \/>\nlegislative e procedure.<\/p>\n<p>Questa \u00c3\u009a una grande vittoria per coloro che hanno condotto la campagna per<br \/>\ngarantire che l&#8217;innovazione europea e la competitivit\u00c3  siano protette dalla<br \/>\nminaccia dei brevetti sul software e sui processi logici. Segna la fine<br \/>\ndi questo tentativo della Commissione Europea di codificare in legge la<br \/>\npratica in stile USA dell&#8217;Ufficio Brevetti Europeo. Crediamo che il lavoro<br \/>\ndel Parlamento, in particolare i 21 emendamenti di compromesso, fornisca<br \/>\ndelle buone basi sulle quali costruire i progetti legislativi futuri.<\/p>\n<p>Tale rigetto ci offre un momento di respiro necessario per nuove iniziative<br \/>\nbasate su tutta la conoscenza accresciuta durante gli ultimi cinque anni.<br \/>\nTutte le istituzioni sono ora pienamente consapevoli delle preoccupazioni<br \/>\ndi tutte le parti in causa. Comunque, il fatto che la Posizione Comune del<br \/>\nConsiglio avesse bisogno di 21 emendamenti per esser trasfromata in un<br \/>\npezzo coerente di legislazione indica che tale testa non era semplicemente<br \/>\npronto per entrare in Conciliazione tra Parlamento, Commissione e Consiglio.<br \/>\nSperiamo che la Commissione e il Consiglio almeno rispondano alle preoccupazioni<br \/>\nsollevate dal Parlamento la prossima volta, in modo da evitare questo genere<br \/>\ndi reazione violenta in futuro.<\/p>\n<p>Jonas Maebe, Membro del Consiglio di FFII, commenta cos\u00c3\u00ac il risultato del voto<br \/>\ndi oggi:<\/p>\n<p>&#8220;Questo risultato mostra chiaramente che un&#8217;accurata analisi, cittadini<br \/>\nrealmente preoccupati e informazioni basate sui fatti, hanno pi\u00c3\u00b9 impatto<br \/>\ndi gelati gratuiti, barcate di lobbyisti noleggiati e minacce provenienti da<br \/>\nterze parti. Spero che questo volgere degli eventi possa dare alla gente<br \/>\nnuovamente fiducia nel processo decisionale dell&#8217;Unione Europea. Spero anche<br \/>\nche incoraggi il Consiglio e la Commissione a rifarsi al Parlamento Europeo<br \/>\nin quanto a trasparenza e abilit\u00c3  degli interlocutori nel partecipare ai<br \/>\nprocessi decisionali indipendentemente dalla dimensione di questi.&#8221;.<\/p>\n<p>La FFII desidera ringraziare tutte quelle persone che hanno trovato il tempo di<br \/>\ncontattare i propri rappresentanti. Vogliamo inoltre ringraziare i numerosi<br \/>\nvolontari che hanno cos\u00c3\u00ac generosamente speso il loro tempo e le loro energie.<br \/>\nQuesta \u00c3\u009a la vostra vittoria tanto come lo \u00c3\u009a del Parlamento.<\/p>\n<p>======================================================================<br \/>\nInformazioni ulteriori<br \/>\n======================================================================<\/p>\n<p>Gelato gratis per la brevettabilit\u00c3<br \/>\n http:\/\/wiki.ffii.org\/CampIcecream050601En<\/p>\n<p>I lobbysti dei brevetti software aggiungono le barche al loro arsenale<br \/>\n http:\/\/lists.ffii.org\/pipermail\/news\/2005-July\/000297.html<\/p>\n<p>Immagini delle imbarcazioni<br \/>\n http:\/\/gallery.ffii.org\/Strasbourg050705<\/p>\n<p>Link a questo comunicato stampa<br \/>\n http:\/\/wiki.ffii.org\/PrReject050706En<\/p>\n<p>======================================================================<br \/>\nContatti<br \/>\n======================================================================<\/p>\n<p>Hartmut Pilch e Holger Blasum<br \/>\nFFII Munich Office<br \/>\ninfo at ffii.org<br \/>\n++49-89-18979927<\/p>\n<p>Rufus Pollock<br \/>\nFFII UK<br \/>\nrufus.pollock at ffii.org.uk<br \/>\n+44-7795-176976<\/p>\n<p>Jonas Maebe<br \/>\nFFII BE<br \/>\njmaebe at ffii.org<br \/>\n+32-485-369645<\/p>\n<p>Dieter Van Uytvanck<br \/>\nFFII BE<br \/>\ndietvu at village.uunet.be<br \/>\n+32-499-167010<\/p>\n<p>======================================================================<br \/>\nCos&#8217;\u00c3\u009a FFII &#8212; http:\/\/www.ffii.org<br \/>\n======================================================================<\/p>\n<p>La Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) \u00c3\u009a un&#8217;associazione<br \/>\nno-profit registrata in diversi Paesi europei, dedicata alla diffusione<br \/>\ndell&#8217;alfabetizzazione informatica. La FFII sostiene lo sviluppo degli strumenti<br \/>\nper la pubblica informazione basati su copyright, libera competizione, standard<br \/>\naperti. Pi\u00c3\u00b9 di 600 membri, 300 aziende e 90000 sostenitori hanno dato fiducia a<br \/>\nFFII per agire a loro nome sulle questioni di politica pubblica concernenti<br \/>\ni diritti di esclusione (propriet\u00c3  intellettuale) nell&#8217;informatica.<br \/>\nLa FFII mantiene uffici a Monaco di Baviera e a Bruxelles, e gruppi nazionali di<br \/>\nsostenitori nella maggior parte dei Paesi europei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto di seguito una mail di Carlo Strozzi che spiega in modo sufficientemente esauriente cosa \u00e8 successo a Strasburgo il 6 luglio. Segue anche il comunicato stampa ufficiale di FFII. 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